28.08.12
La sindrome da rientro

Se, una volta tornati dalle vacanze, vi doveste sentire particolarmente nervosi e affaticati, con episodi di stanchezza, irritabilità, disturbi del sonno e tachicardia, sappiate che sono tutti sintomi della “sindrome da rientro”, che pare colpisca un italiano su dieci nei primi giorni di ritorno dalle vacanze.

Ma non pensate che possa accadere solo a voi!

Se il vostro cane è poco reattivo, apparentemente letargico, mangia poco e svogliatamente, oppure il gatto non si fa trovare perché nascosto in un angolo della casa dedicando gran parte della giornata alle pulizie personali, sappiate che anche loro potrebbero essere affetti dalla “sindrome da rientro degli animali domestici”.

E pensare che prima di partire per la vacanza vi eravate anche posti il problema: portiamo con noi il nostro animale o lo lasciamo in una pensione dove qualcuno lo possa accudire? Avete optato per portarlo con voi, perché questa è quasi sempre la scelta migliore, specialmente per il cane, che fa del proprietario il suo capobranco e, di conseguenza, il suo punto di riferimento. Inoltre, solitamente, i disagi arrecati all’animale durante il viaggio sono sempre meno rilevanti di quelli che gli derivano dall'abbandono temporaneo. La sindrome da rientro è da considerarsi uno di questi disagi: nonostante non rappresenti un serio pericolo per la salute del nostro animale, è tuttavia importante saperla riconoscere affinchè non desti inutili preoccupazioni. Essa si manifesta soprattutto con l’inappetenza, ma a volte con strani comportamenti che potremmo quasi definire “umani”. I nostri amici possono mostrarsi offesi, non hanno voglia di interagire e addirittura non gradiscono le coccole. Tutto questo di solito dura solo pochi giorni e, poichè per lo stress da rientro non esistono contromisure, dobbiamo solo avere pazienza e nel contempo dedicare loro un po' più del nostro tempo per giochi e distrazioni. Limitiamo i premi non necessari, però, e soprattutto stiamo attenti a non sopperire al disagio psichico con il cibo: un errore tipico, nel quale si può facilmente cadere, consiste infatti nel somministrare al nostro amico i cibi più svariati pur di vederlo mangiare di più, rischiando invece di causare complicazioni dovute ad una scorretta alimentazione.

Al fine di garantire al nostro animale un rientro meno traumatico, possiamo tuttavia osservare qualche piccolo accorgimento in modo da rendergli più confortevole il trasporto: diamogli spesso da bere e cerchiamo di tenere l'abitacolo fresco e aerato. Facciamo sgranchire le zampe al cane ogni due o tre ore in modo che possa provvedere ai suoi bisogni fisiologici; al gatto, invece, cerchiamo di parlare spesso e posizioniamo il trasportino in modo che possa guardarci ,scaricando paure e tensioni.

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