La Thelaziosi oculare

La Thelaziosi è una parassitosi oculare sostenuta da un piccolo verme parassita. Nel cane sono state descritte due specie di Thelazia, la T. callipaeda e la T. californiensis e anche il gatto può esserne colpito. I vermi adulti vivono negli annessi oculari degli animali (al di sotto delle palpebre e della nittitante, nelle ghiandole e nei dotti lacrimali) e appaiono come dei sottili fili di colore bianco.

 

Ciclo

Le femmine di Thelazia producono nell’occhio dell’animale un gran numero di larve che vengono rilasciate nelle secrezioni lacrimali dell’ospite, per poi essere ingerite dalle mosche che di esse si alimentano. All’interno dell'insetto le larve vanno incontro ad ulteriori fasi di sviluppo: in occasione di un ulteriore pasto della mosca, queste larve vengono deposte in vicinanza della rima palpebrale, penetrano nel sacco congiuntivale, crescono, raggiungono la maturità sessuale, si accoppiano e iniziano a produrre una nuova generazione di larve dopo circa 5 settimane. Gli adulti di T. callipaeda possono vivere diversi mesi ed è così che il parassita riesce a superare i mesi invernali. Infatti la trasmissione al cane è tipicamente stagionale, coincidendo con i periodi di maggiore attività della mosca, quando le temperature esterne sono sufficientemente elevate: in Italia il maggior rischio di trasmissione del parassita è nel periodo tra maggio e ottobre-novembre. 

Clinicamente l’infestazione da T. callipaeda può essere asintomatica o, a seconda del numero di parassiti presenti, dare origine a epifora (lacrimazione eccessiva), congiuntiviti di tipo catarrale o muco-purulente, scolo oculare, chemosi (tumefazione della congiuntiva causato dall’edema della membrana) e, nei casi più gravi, ulcere corneali con eventuale presenza di aree alopeciche perioculari legate al prurito. Possono essere colpiti uno o entrambi gli occhi.

Le Thelazie adulte possono essere evidenziate facilmente nel corso di una visita oculistica, esaminando accuratamente la terza palpebra dopo instillazione di anestetico locale.

La terapia consiste nella rimozione meccanica dei vermi presenti a livello del sacco congiuntivale, completata da lavaggi con soluzione salina sterile. Viene anche effettuata una terapia farmacologica per garantire con maggiore sicurezza la rimozione anche delle forme larvali.

 

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