La Rabbia, malattia infettiva mortale per le per gli animali

La rabbia, malattia virale nota da centinaia di anni per l’estrema gravità dei sintomi che caratterizzano l’infezione sia umana che animale, è una malattia facilmente prevenibile, ma non curabile e con esito letale una volta che si manifesta. Nei paesi del terzo mondo la rabbia miete ancora circa 50.000 vittime umane ogni anno.  

Dopo 13 anni di assenza, negli ultimi mesi del 2008 la rabbia silvestre (che colpisce gli animali selvatici come volpi e tassi) si è manifestata nelle nostre regioni del nord-est a causa di una migrazione di volpi infette dai Paesi confinanti quali Austria, Croazia, Slovenia: purtroppo sono stati contagiati anche cani di proprietà e questo ha dato origine al ciclo della rabbia urbana (che colpisce l’uomo e gli animali domestici).

Il Ministero della Salute con l’Ordinanza Ministeriale del 26 novembre 2009, confermata poi il 10 febbraio 2012, ha reso obbligatoria la vaccinazione antirabbica per gli animali del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Province autonome di Trento e Bolzano: la vaccinazione è necessaria anche per tutti i cani, gatti e furetti che dovessero recarsi in queste regioni anche solo per vacanza o transito.

 

                                                                                                                                              

Dal 2008 a oggi i casi di rabbia denunciati sono 287, di cui 216 in Veneto, 58 in Friuli Venezia Giulia, 5 nella provincia di Bolzano e 8 nella provincia di Trento.

Data la nostra vicinanza alle regioni colpite da questa patologia, la Lombardia si trova in una situazione di allarme e la vaccinazione antirabbica, pur non essendo obbligatoria, è fortemente consigliata.

 
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